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Buone prospettive di mercato per il kiwi. IKO avverte: no alle raccolte anticipate e difendiamo le origini

By 12 Settembre 2019No Comments

Si è conclusa con ottimismo la 38esima Convention dell’International Kiwi Organization – IKO (Torino, 8-10 settembre 2019), sentimento incoraggiato da uno scenario di mercato favorevole e caratterizzato da stock inferiori.

“E’ un onore per me presiedere questa assemblea, che da molti anni rappresenta un momento importante per fare il punto sullo stato dell’arte del comparto dell’actinidia a livello mondiale”, ha dichiarato Patrizio Neri, coordinatore del summit torinese. “Le delegazioni qui riunite rappresentano da sempre gli interessi del settore nei principali Paesi produttori in un’ottica di ulteriore sviluppo e crescita. E’ per questo motivo – continua Neri – che questo Tavolo non deve essere impreparato di fronte alle nuove dinamiche del mercato e deve sapersi adattare ad un ‘campo da gioco’ che sta cambiando. La mia proposta, approvata dai presenti all’unanimità, è creare un Comitato ad hoc in grado di raccogliere ed elaborare concretamente dati e numeri circa quei Paesi che si stanno affermando con prepotenza sulla scena internazionale ma rispetto ai quali non si hanno informazioni precise. Ritengo sia il solo modo per continuare ad essere protagonisti dell’evoluzione del comparto e non confinarci nel ruolo di meri osservatori dei fatti”.

La stagione del kiwi nell’Emisfero Sud volge al termine, seguendo un andamento commerciale regolare, con il Cile che chiude in questi giorni gli imbarchi verso mete oltreoceano e la Nuova Zelanda che si presta a concludere le spedizioni tra qualche settimana.

Per quanto riguarda l’Emisfero Nord, IKO prevede per il 2019 una produzione equilibrata, non eccedentaria e di buona qualità. Alla sostanziale stabilità dei quantitativi in Grecia e Francia si affiancherà una contrazione nell’ordine del 10% del raccolto italiano.

Con un quadro generale come questo, i 38 delegati IKO riuniti attorno al Tavolo torinese sono decisi nello schierarsi a difesa della qualità e della corretta valorizzazione del prodotto. A tale scopo va assolutamente scongiurato il rischio di raccolte anticipate, una tentazione per alcuni produttori ancor più forte in una situazione come quella attuale. Le conseguenze sarebbero pesanti e potrebbero incidere negativamente sulla stagione sin dalle sue battute iniziali non solo per gli operatori della filiera ma anche per i distributori che potrebbero vedere pregiudicata la loro redditività nel medio lungo termine a causa di un giudizio falsato del consumatore sulla qualità generale proposta. La raccomandazione è di preservare tale congiuntura positiva del mercato aspettando il giusto grado di maturazione del frutto in pianta, nel rispetto dei diversi parametri definiti nei vari Paesi di produzione, per offrire un prodotto qualitativamente buono, dal gusto ineccepibile, sostenendone così il consumo.

Un secondo aspetto particolarmente caro all’assemblea riguarda lo spinoso tema della contraffazione dell’origine. Dopo gli spiacevoli casi verificatisi lo scorso anno in Francia e in Italia, per cui Oltralpe è in corso una procedura giudiziaria che si concluderà tra pochi mesi nelle aule dei tribunali, IKO raccomanda molta attenzione affinché tali illegalità non si ripetano e si schiera a difesa della valorizzazione dell’origine del prodotto. Ogni areale produttivo è in grado di offrire kiwi di ottima qualità, caratterizzato da specifiche peculiarità organolettiche dovute al territorio di provenienza; è dunque dovere degli operatori comunicare ed esaltare questo aspetto in ottica di maggior trasparenza e di fiducia anche nei confronti del consumatore finale.

Durante la seconda giornata di lavori sono state affrontate tematiche prettamente tecniche, legate agli aspetti fitosanitari che maggiormente interessano la coltura nei principali Paesi di produzione, quali la batteriosi e la moria dei kiwi, soffermandosi inoltre a lungo sulla questione relativa alla cimice asiatica (Halyomorpha halys). In merito a questo, i delegati hanno riconosciuto la necessità di sensibilizzare le singole Istituzioni dei diversi Paesi, adottando al contempo un’azione congiunta in Europa, per una reale presa di coscienza del problema, nella speranza di riuscire a far fronte in modo efficace a tale emergenza.

“Negli ultimi anni a livello mondiale l’industria del kiwi è cresciuta moltissimo; è dunque necessario, oggi più che mai, continuare a lavorare insieme per sostenere tale tendenza e valorizzare al massimo l’intera filiera”, ha affermato nelle sue conclusioni il presidente della 38esima edizione dell’IKO.

In foto: i delegati membri partecipanti all’IKO 2019 di Torino.