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Il messaggio di Interpera: l’IGP dell’Emilia Romagna laboratorio nazionale per il rilancio del comparto

By 26 Giugno 2026No Comments

Il rilancio della pericoltura passa da un’alleanza sempre più forte tra pubblico e privato, da investimenti mirati in innovazione e da una politica agricola europea capace di sostenere realmente le imprese.
È il messaggio lanciato durante Interpera 2026, in corso a Ferrara per l’organizzazione di CSO Italy, dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Alessio Mammi. L’assessore ha ricordato il valore sociale, economico e culturale della pera, una produzione simbolo per molti territori e comunità, colpita negli ultimi anni da una vera e propria “tempesta perfetta”: emergenze fitosanitarie, siccità, eventi alluvionali e cambiamenti climatici.

Mammi ha indicato cinque priorità per il futuro del comparto: salvaguardare le produzioni investendo in tecnologie, frutteti resilienti, ricerca e innovazione; lavorare sulla qualità, sia in fase produttiva sia nella conservazione; rafforzare le attività di promozione; difendere l’OCM, definita strumento irrinunciabile, nella futura PAC; chiedere reciprocità nei rapporti con gli altri Paesi, per garantire condizioni eque sul piano della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. “Abbiamo bisogno di una Politica Agricola Comune senza tagli e non divisiva”, ha evidenziato Mammi, richiamando la necessità di una visione europea capace di accompagnare le filiere, sostenere gli investimenti e tutelare produzioni identitarie che rappresentano un patrimonio per l’economia e per i territori.
Elisa Macchi, direttore di CSO Italy, ha evidenziato il ridimensionamento produttivo nell’Unione Europea: dieci anni fa il potenziale europeo era pari a circa 2,4 milioni di tonnellate, nel 2025 la produzione si è fermata a circa 1,8 milioni di tonnellate, causa la contrazione delle superfici e le difficoltà determinate da clima, fitopatie e crescente complessità gestionale.

L’evoluzione degli ultimi anni mostra anche un cambiamento negli equilibri tra Paesi produttori. Fino al 2018 l’Italia aveva un peso decisamente rilevante nello scenario europeo; dopo il 2018 la geografia produttiva si è fatta più articolata, con il rafforzamento di Belgio e Paesi Bassi. La produzione italiana 2025 si è attestata intorno alle 293 mila tonnellate, in calo di circa il 27% rispetto all’anno precedente e lontana dai livelli storici, quando la media nazionale superava le 700 mila tonnellate.
Sul fronte commerciale, Macchi ha sottolineato come, nonostante la diminuzione dell’offerta, l’export in Europa abbia registrato un calo contenuto. E ha evidenziato la crescente vocazione internazionale di alcuni Paesi, ma anche la diversa capacità di presidiare i mercati esteri. Le propensioni all’export sono infatti molto differenziate: Olanda 86%, Belgio 85%, Polonia 97%, Portogallo 58%, Spagna 38%, mentre l’Italia si ferma al 14%, anche per la maggiore rilevanza del mercato interno.
Le stime produttive sulla prossima campagna indicano una flessione: in Belgio la produzione prevista è di circa 363.875 tonnellate, in calo del 7%; in Francia si stimano circa 143 mila tonnellate, con una riduzione del 6%; in Spagna la previsione è di 100.572 tonnellate, anch’essa in diminuzione del 6%. In controtendenza il Portogallo, dove la produzione dovrebbe raggiungere le 130.500 tonnellate, con un incremento del 13%. Per l’Italia le indicazioni restano prudenti: la produzione appare al momento superiore rispetto all’anno precedente, ma con situazioni territoriali molto differenziate e senza una stima definitiva.
Durante il panel dedicato alla commercializzazione Manuel Manfredi di UNAPera ha parlato di un mercato contratto, con un calo del 27% rispetto all’anno precedente. La maggiore disponibilità di prodotto nei Paesi competitor, associata a prezzi più competitivi, ha creato problemi al prodotto nazionale.

Ma l’Emilia-Romagna con la sua Pera IGP sta diventando il laboratorio nazionale per il rilancio dell’intero comparto, come sottolineato da Luca Pagliacci, coordinatore marketing di UNAPera. La strada indicata dal manager è quella di una comunicazione più moderna, capace di raccontare la pera non solo come frutto della tradizione, ma come alimento leggero, nutriente, salutare, adatto a tutte le età e coerente con i nuovi stili di vita. Da frutto “secondario” e occasionale, la pera deve diventare un prodotto primario, appagante e contemporaneo: il “frutto del benessere”, ma anche un ingrediente gourmet da valorizzare nel canale HoReCa, dalla ristorazione tradizionale a quella alberghiera, fino ai nuovi format della ristorazione moderna.
Alberto Garbuglia, del comitato direttivo di UNAPera, ha ricordato che la filiera certificata ha registrato nel 2025 un andamento in controtendenza, con un incremento dei volumi commercializzati di circa il 50% rispetto alla campagna precedente e una crescita della superficie certificata, arrivata a circa 3.150 ettari, pari a quasi il 30% della superficie regionale investita a pero. Dieci anni fa gli ettari certificati erano meno di 700. La certificazione, dunque, non rappresenta solo uno strumento di tutela, ma una leva capace di generare valore lungo tutta la filiera.
A commento dei lavori di Interpera, il presidente di CSO Italy Paolo Bruni, ha dichiarato: “E’ stata una grande opportunità poter ospitare il convegno internazionale Interpera a Ferrara, la città che un tempo non lontano è stata la capitale della pera italiana ed europea. Poi, dal 2019, abbiamo dovuto affrontare numerose criticità, che hanno fortemente ridotto il nostro potenziale produttivo. Però l’Italia, insieme a Belgio e Olanda, rimane tra i Paesi maggiori produttori europei”.

“La pera ancora oggi – ha sottolineato Bruni – si conferma la prima specie frutticola in Emilia Romagna. Per questo motivo, dobbiamo essere resilienti e continuare a batterci perché, con la ricerca e l’innovazione, si possa imprimere un futuro rilancio a questo settore. L’evento Interpera ha confermato questa direzione di marcia”. Bruni ha ricordato il grande ruolo svolto dal progetto UNAPera e dall’IGP, ringraziando l’assessore Mammi per l’attenzione concretamente dimostrata dalla Regione Emilia Romagna.
Interpera 2026 ha registrato la partecipazione di delegati provenienti, oltre che dall’Italia, da Belgio, Olanda, Francia, Spagna e Portogallo. L’evento è stato organizzato da CSO Italy e AREFLH, ha visto UNAPera come special partner. Ha ricevuto il patrocinio del Comune di Ferrara e della Regione Emilia Romagna e il supporto di Unitec, CIV, Isolcell, BPER, AgroFresh, Corteva e Natura Nuova.

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