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Green Deal, la nuova sfida dell’ortofrutta europea. Messaggio da Fruit Logistica: l’Italia c’è ed è virtuosa

By 6 Febbraio 2020 No Comments

Il Green Deal, la svolta verde dell’Europa, detterà i tempi e i modi della Politica Agricola Comunitaria e impatterà rapidamente sulle pratiche colturali e sugli stessi bilanci delle aziende ortofrutticole del nostro Paese. A Bruxelles le scelte in materia ambientale sono destinate a prevalere sugli obiettivi strettamente legati all’organizzazione e alla produzione del settore che rappresenta la voce prevalente del bilancio comunitario, l’agricoltura appunto. L’Italia ortofrutticola è virtuosa, nel rispetto della salute e dell’ambiente, ma lo deve far sapere con un messaggio forte e chiaro a un consumatore che a volte, ingiustamente, ha l’idea distorta che l’agricoltura inquini quando è invece un baluardo per la difesa dell’ambiente naturale.
Questa la sottolineatura emersa questa mattina, giovedì 6 febbraio, a Fruit Logistica, durante il confronto promosso da CSO Italy tra l’europarlamentare Paolo De Castro e il direttore generale delle Politiche internazionali del MIPAAF, Felice Assenza, da una parte e le rappresentanze italiane del settore dall’altra.
De Castro è stato chiaro. L’agenda del Green Deal sarà fissata nella riunione della Commissione Europea del 31 marzo prossimo e sarà poi tema di discussione nella Commissione Ambiente finendo per condizionare le scelte della Commissione Agricoltura in tema di PAC. Sarà sicuramente premiata l’agricoltura rispettosa dell’ambiente, un tema in cui l’Italia non è seconda a nessuno. Peccato che non lo si sappia. “Abbiamo ridotto come nessun altro in Europa l’uso di fitofarmaci – ha sottolineato De Castro – sia in quantità sia per numero di principi attivi. In alcuni casi l’uso di fitofarmaci è stato abbattuto del 60 e anche del 70%”. “Siamo già virtuosi – ha precisato – ma l’opinione pubblica non lo sa. Da qui la necessità di lanciare una strategia di comunicazione che evidenzi con chiarezza dove siamo e dove stiamo andando”.
Felice Assenza ha affermato la necessità di ribadire la centralità dell’azienda agricola nella PAC, in armonia con un Green Deal “che non possiamo evitare”.
“Ci sarà richiesto – ha sottolineato – un ulteriore impegno a difesa dell’ambiente, ma a fronte di questo non potremo accettare che la PAC arretri di un solo centesimo di euro”. Due gli altri punti evidenziati dall’alto dirigente ministeriale: il tavolo ortofrutticolo (convocato per il 25 febbraio prossimo) come “elemento propositivo e non come momento di doglianze”; la riqualificazione infrastrutturale al servizio di un settore che lavora con produzioni deperibili.
L’incontro è stato introdotto dal presidente di CSO Italy Paolo Bruni. Sono intervenuti Davide Vernocchi, coordinatore Ortofrutta dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, Felice Poli, presidente facente funzioni di UNAPROA, Alessandro Dalpiaz, direttore di Assomela. Convergenza sugli obiettivi: promuovere un’ulteriore aggregazione produttiva, guardando a quanto già successo per alcuni prodotti come mele, pere e kiwi, spingendo le OP verso una nuova dimensione, anche transnazionale; difendere le produzioni dalle nuove fitopatie arrecate dai parassiti alieni portati dalla globalizzazione con una chimica sana e puntuale; affrontare le sfide della logistica in un ragionamento di sistema che coinvolga anche le piattaforme dei Mercati; aprire i nuovi mercati esteri lanciando messaggi che presentino l’Italia ortofrutticola in maniera omogenea.
Un altro contributo di qualità offerto alla riflessione del settore da una eccezionale piattaforma di idee come è stato a Fruit Logistica lo spazio “Italy – The Beauty of Quality”.

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