VALORI
NUTRIZIONALI
La
pera è ricca di zuccheri naturali.
La pera è un frutto
dolce ma è ideale per la dieta, infatti un frutto di dimensioni medie (circa
160 g) contiene solo 100 calorie. È consigliata, per questo ai diabetici
ma anche a quanti vogliano limitare l'apporto di calorie senza rinunciare al gusto
di assaporare un frutto dolce e succoso. Il principale zucchero semplice contenuto
nella pera è levulosio, lo zucchero naturale con il più alto potere
dolcificante. La pera è uno dei frutti che ne contiene di più.
Un'ottima
fonte di fibra naturale
Le pere fresche sono ricche di fibra. Una
pera di dimensioni medie contiene 2,3 grammi di fibra grezza e 4 grammi di fibra
così detta dietetica di cui il 410/0 è rappresentato da pectine.
La ricchezza in fibre offre altri importanti requisiti a questo frutto. Le
fibre infatti sono un elemento indispensabile nella dieta umana. Contribuiscono
a limitare il livello di zucchero nel sangue, aiutano il funziona mento dell'apparato
digerente. Una dieta ricca di fibre contribuisce a ridurre il rischio di cancro
del colon e può aiutare a tenere a bada il colesterolo.
Una
miniera di potassio
In una pera di media dimensione ci sono circa
210 mg di potassio. Il potassio è un elemento importante per la salute
dell'uomo.E' utilizzato per la contrazione muscolare, trasmissione nervosa
e prende parte al metabolismo delle proteine. E' facile per l'uomo andare
in carenza di potassio quando si pratica sport o comunque si fa esercizio
fisico che comporta traspirazione.
Ricca di vitamine
C
Una pera di media dimensione contiene 7 mg di vitamina C. La vitamina
C è una vitamina antiossidante, fondamentale per garantire il normale
metabolismo cellulare e la ristrutturazione dei tessuti. Aiuta a prevenire i danni
da radicali liberi. La vitamina C aiuta ad ottenere una pelle levigata e giovane
ed aumenta le difese immunitarie contro le più comuni infezioni.
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Composizione e valore energetico della pera (100 gr. di prodotto)
Fonte: Istituto Nazionale della Nutrizione
ANALISI
SENSORIALE
La pera tipica è un insieme unico di sapori e aromi
contenuti in un frutto riconoscibile per ben definite caratteristiche esteriori.
Il consumatore che sceglie il prodotto tipico ricerca i migliori attributi
organolettici, la Qualità del frutto identificato dal marchio IGP deve
quindi soddisfarlo pienamente.
Alcuni degli aspetti importanti che costituiscono
nel loro insieme la Qualità possono essere determinati con procedure semplici,
altri richiedono analisi approfondite. Uno degli aspetti più complessi
da quantificare è il grado di "bontà" di una pera. Eppure
è fondamentale, ed è immediatamente percepito da ogni consumatore,
il quale quotidianamente, al momento dell'assaggio, valutando quanto il frutto
gli sia gradito effettua esattamente quella che in termini scientifici viene definita
"analisi sensoriale".
I gusti, sono soggettivi, lo studio scientifico
dell'analisi sensoriale si propone di mettere a punto metodologie che consentano
di analizzare in maniera oggettiva le preferenze di fasce definite di consumatori.
Queste conoscenze saranno poi uno strumento per la definizione di parametri
qualitativi che incontrino il favore dei consumatori, in questo caso per
l'ottenimento di un prodotto-pera dotato di tutte le caratteristiche sensoriali
più apprezzate.
Per un frutto come la pera l'elevata qualità
organolettica è un imperativo. Varie indagini hanno evidenziato che l'abituale
consumatore di pere non si affida all'improvvisazione, è un esperto, che
riconosce le varietà, sceglie in base alle caratteristiche di ciascuna
e richiede standard qualitativi di eccellenza.
Per un frutto di questa
tipologia è quindi particolarmente importante l'analisi sensoriale, cioè
lo studio di come e quanto specifici attributi soddisfano i nostri sensi. Nella
filiera frutticola l'analisi sensoriale non è ancora sufficientemente utilizzata,
è invece un punto cardine del processo produttivo per molti prodotti
'tipici', il cui gusto peculiare risulta inscindibile dalla qualità come
il vino, l'olio d'oliva, la grappa, i formaggi, ecc. D'altra parte è noto
che fattori come l'area di coltivazione, l'epoca di raccolta, la conservazione
influenzano notevolmente le qualità organolettiche delle pere. Compito
dello studio dell'analisi sensoriale è la definizione di metodologie per
rendere le differenze quantificabili e controllabili.
Ma come è
possibile misurare un sapore, il gusto di un frutto convenientemente maturato,
l'aroma che lo rende gradito, ma soprattutto quel particolare equilibrio
tra tutte le componenti che lo rende ottimo?
Le strumentazioni sono in grado
di fornire molte indicazioni, ma il palato è uno strumento decisamente
più raffinato, selettivo e sensibile. Da oltre dieci anni l'ISTEA-CNR ha
quindi intrapreso ricerche sull'analisi sensoriale, in particolare in relazione
alla pera, proponendosi, con l'ausilio di strumenti tecnologici e grazie alla
collaborazione di numerosi assaggiatori, di mettere in relazione le analisi di
laboratorio ed il gusto individuale. Gli studi biochimici sono orientati ad un
analisi approfondita, per mezzo della gas-cromatografia, dei componenti più
correlati alle caratteristiche organolettiche, quali acidi, zuccheri, vitamine.
Data l'importanza primaria della componente aromatica sono studiati,
con metodiche di intrappolamento dei gas, i composti volatili che costituiscono
gli aromi, che sono poi identificati e quantificati tramite spettrometria di massa.
Le acquisizioni delle analisi di laboratorio sono poi integrate con l'analisi
sensoriale, studiando le relazioni tra la composizione del frutto e le qualità
organoelettriche. Queste ricerche si propongono di contribuire alla produzione
di pere nelle quali il consumatore trovi, sempre associati, il marchio IGP
ed un frutto prelibato.
Assaggiando una pera, la Qualità viene percepita
chiaramente e immediatamente, chiunque è in grado di esprimere un
preciso giudizio sul proprio,individuale gradimento. Distinguere se, e quanto,
la valutazione sia determinata da fattori intrise ci del prodotto oppure
da gusti soggettivi dell'assaggiatore è il compito dell'analisi sensoriale
'analitica' e 'scientifica'. L'analisi sensoriale di un frutto ha inizio con l'impatto
visivo, estetico del frutto: al momento dell'acquisto il consumatore esegue una
valutazione del colore, della forma, della lucentezza, della omogeneità
di presentazione. Su questi dati esteriori, associati alle esperienze di acquisti
precedenti, e ovviamente ponderati in base al prezzo, si basa la scelta. Al momento
del consumo, con l'assaggio, si percepiscono i sapori, la consistenza, la struttura
e gli aromi. Tutte queste informazioni contribuiscono a comporre la percezione.
La proposta dell'analisi sensoriale è proprio quella di realizzare tramite
test, strutturati e condotti secondo precisi obiettivi, una puntuale quantificazione
della percezione, elaborando i giudizi degli assaggiatori per renderli comparabili
e comprensibili. Esistono numerose metodologie per la conduzione di test di analisi
sensoriale, definite da norme ISO che ne garantiscono la validità,
sulla base di queste norme si strutturano, a seconda delle finalità e del
grado di addestramento degli assaggiatori, le prove di assaggio. I presupposti
per la corretta conduzione dei test richiedono la massima chiarezza nel definire
gli obiettivi che ci si prefigge di ottenere, ad esempio se la risposte devono
provenire da un gruppo ristretto (pane!) di assaggiatori esperti, in grado di
percepire differenze minime, oppure da assaggiatori meno preparati (ma più
numerosi e che meglio rispecchiano il giudizio di un consumatore medio). La costituzione
di un panel di assaggiatori esperti richiede sessioni di addestramento e selezioni
specifiche, occorrono assaggiatori di ambo i sessi, non fumatori, in condizioni
di salute ottimali e che abbiano elevate capacità di percezione degli attributi
sensoriali. La formazione di assaggiatori esperti richiede quindi tempo e risorse,
ma questo lavoro è base per le indagini più specifiche.
I
risultati di test effettuati a livello massaie su consumatori, posso no essere
di guida per addestrare gli assaggiatori esperti, con l'obiettivo di creare
un panel di 10-12 degustatori in grado di fornire un giudizio gustativo che rispecchi
preferenze e gusti di un consumatore-tipo.
I test di più semplice
conduzione, che forniscono indicazioni preliminari, sono quelli di confronto.
Agli assaggiatori vengono proposte alcune fettine di frutti, viene quindi chiesto
se percepiscono differenze, quali preferiscono ed eventualmente perché.
Più approfonditi e più ricchi come fonte di informazioni sono i
test nei quali si richiede agli assaggiatori di esprimere l'intensità
nella percezione di specifici attributi sensoriali. Ai degustatori, vengono fornite
ed illustrate schede appositamente preparate, da compilare durante le sessioni
di assaggio, esprimendo l'intensità relativa ad ogni singolo attributo
sensoriale, indicando un punteggio (es. da 1 a 5) o meglio ancora usando schede
non strutturate (Fig. 1). Nel caso delle pere saranno ad esempio richiesti giudizi
su caratteristiche quali succosità, consistenza, dolcezza, acidità,
aromaticità, granulosità, astringenza. I dati raccolti vengono poi
analizzati ed elaborati secondo procedure specifiche. Il risultato è un
giudizio non più individuale, ma di un gruppo rappresentativo di assaggiatori,
da cui si ricava un "profilo sensoriale". La rappresentazione più
comune di questo profilo è un diagramma a stella, nel quale ogni asse corrisponde
ad un singolo attributo. Ci sarà inoltre un asse specifico, che nessuno
strumento analitico è in grado di fornire: quello che indica il gradimento.
Su ogni asse è indicata l'intensità di una specifica caratteristica.
Dal collegamento dei punti nasce un poligono che rappresenta la percezione complessiva
relativa al frutto. Il profilo è un 'riassunto' di come il frutto viene
percepito all'assaggio, al tempo stesso è analogo ad un dato strumentale,
infatti si presta all'elaborazione statistica ed è comparabile con altri
profili. L'analisi sensoriale si presta quindi per definire il momento ottimale
per il consumo, caratterizzare il prodotto di particolari aree di produzione,
valutare e confrontare partite di frutta, conoscere e comunicare i pregi di una
specifica cultivar, studiare le correlazioni tra il gradimento di una pera e i
suoi specifici attributi sensoriali. L'efficacia degli strumenti dell'analisi
sensoriale fa sì che nelle produzioni agroalimentari si diffondano sempre
più i test di conformità ad uno standard organoelettrico prefissato
ed i test comparativi tra i vari prodotti presenti sul mercato. Anche nella produzione
della frutta in particolare della pera tipica dell'Emilia Romagna, il contributo
dell'analisi sensoriale può costituire uno strumento importante per la
conoscenza la conservazione e la promozione di un frutto antico che si affida
al sapore e all'aroma per soddisfare i molti consumatori abituali esigenti e per
conquistarne di nuovi con il suo gusto speciale.
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Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.266 del 12-11-99
Art.1 L'Indicazione
Geografica Protetta Pera dell'Emilia Romagna
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Il 7 maggio 2002 a Ferrara, nasce il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della
Pera dell'Emilia Romagna IGP. Lo scopo ed i Soci
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