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Fornire supporto tecnico di conoscenze e relazioni per monitorare l'evoluzione delle problematiche legate ai livelli di residui, alle certificazioni, alle barriere fitosanitarie.
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Realizzare progetti per valorizzare e promuovere l'ortofrutta in Italia e all'estero.
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Il primo bilancio dell'OI Pera vede scendere la disponibilità di pere destinate al fresco per la stagione 2018/2019

Il comitato di coordinamento dell'OI Pera riunitosi il 2 ottobre 2018, ha potuto, a conferimenti ultimati, fare una prima valutazione sui quantitativi di pere effettivamente disponibili da immettere sul mercato per la stagione 2018/2019.
03/10/2018
Immagine della news: Il primo bilancio dell'OI Pera vede scendere la disponibilità di pere destinate al fresco per la stagione 2018/2019


Il comitato di coordinamento dell’OI Pera riunitosi il 2 ottobre 2018, ha potuto, a conferimenti ultimati, fare una prima valutazione sui quantitativi di pere effettivamente disponibili da immettere sul mercato per la stagione 2018/2019.

Dai dati raccolti le previsioni di produzione effettuate a metà luglio dall’OI pera vengono confermate, con una produzione totale non dissimile da quella dell’anno precedente.

Nettamente diversa però appare la situazione se si restringe l’osservazione alla produzione commercializzabile e quindi destinata al mercato del fresco.

Le frequenti grandinate e varie problematiche di origine agronomica hanno infatti ridotto notevolmente la merce di I qualità che nel complesso si può stimare inferiore di oltre il 10% a quella del 2017.

Cali consistenti sono registrati per tutte le più importanti varietà; Abate Fetel vede la qualità diminuire del 16% sul 2017, per William B.C. e Max Red Bartlett il calo previsto è posizionato sul -7%, Santa Maria, -16%, Conference, -12%, Decana, -20%, Kaiser, -13%.

A fronte di una produzione totale che già a metà luglio si prospettava in linea con quella dell’anno precedente e quindi su livelli abbastanza contenuti – dichiara Gianni Amidei, Presidente dell’OI Pera – a conferimenti ultimati ci troviamo con un quantitativo di I qualità nettamente inferiore all’anno precedente. Lo scorso anno la I qualità rappresentava circa il 60% della produzione totale mentre le stime di quest’anno indicano una percentuale di I qualità pari al 50%. Siamo quindi di fronte ad un’offerta destinata al fresco al di sotto dei valori nella norma, che richiede il massimo sforzo nella valorizzazione di questo prodotto.