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basse temperature e l'eccessiva piovosità che hanno interessato tutta
la penisola e che si sono protratte fino a primavera inoltrata, hanno delineato,
fin dai primi di maggio, un potenziale produttivo di pesche e nettarine, a livello
nazionale, nettamente inferiore a quello eccezionale raggiunto nel biennio 2004-2005.
Ne consegue un'offerta a livello nazionale della specie di 1.504.000 tonnellate,
il 13% in meno rispetto al 2005. Le pesche da consumo fresco, 687.000 tonnellate,
scendono del 13%, le percoche, con 140.000 tonnellate, calano di oltre il 20%
e le nettarine, 677.000 tonnellate, si pongono al di sotto dell'anno scorso
del 12%. Le variazioni più negative si riscontrano in Italia meridionale,
dove è attesa una flessione delle pesche da consumo fresco del 15% e
delle nettarine del 17%. I cali produttivi più contenuti sono previsti
nel nord Italia, -9% per le pesche e -8% per le nettarine, grazie alle buone
rese del Piemonte e al buon recupero produttivo del Veneto, dopo il disastroso
2005. Le due regioni compensano parzialmente il basso livello dell'offerta atteso
in Emilia Romagna.
In termini di calendario di raccolta, sintetizzando la situazione a livello
nazionale, l'offerta rimarrà sostanzialmente inferiore a quella dell'anno
scorso fino a metà luglio, ma si collocherà al di sotto anche
successivamente, fino al 20 di agosto. Solo a fine agosto e ai primi di settembre
l'offerta di quest'anno potrebbe risultare lievemente al di sopra dello scorso
anno.
A livello europeo, secondo gli ultimi aggiornamenti di Europech l'offerta complessiva
di pesche , nettarine e percoche è valutata in 3.789.000 tonnellate,
l'8% in meno rispetto al 2005.
In calo le produzioni, oltre che dell'Italia, anche della Grecia, sempre per
problemi di ordine climatico; la Spagna, sempre secondo Europech, conferma invece
una stima di crescita di offerta del 2% rispetto al 2005.
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