Superamento delle barriere fitosanitarie: anno zero
15-05-2006 - (cat.News flash)

I rappresentanti dell’AREFLH, guidati dal Presidente Luciano Trentini, hanno incontrato i servizi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra il 9 maggio 2006.
Le negoziazioni agricole proseguono, senza che sia possibile, attualmente, conoscerne le scadenze.

Le negoziazioni vertono su 3 ambiti prioritari:
- Le sovvenzioni alle esportazioni con l’obiettivo della loro scomparsa entro il 2010.
- Le sovvenzioni nazionali (sostegno interno) al fine di sopprimere qualsiasi possibile distorsione del mercato.
- L’accesso al mercato (riduzione dei dazi doganali e dei contingenti di volume).
I diritti di dogana saranno ridotti per livelli, le riduzioni più importanti riguardano i livelli attualmente più elevati.
La questione delle eccezioni resta da regolare (lista dei prodotti sensibili per l’UE, prodotti speciali per i paesi in via di sviluppo).
Su questo punto l’AREFLH riafferma la sua convinzione del mantenimento di un preferenza comunitaria efficace e operativa.

A proposito delle barriere sanitarie e fito-sanitarie (SPS) che ci vengono contrapposte da numerosi paesi terzi e che ostacolano lo sviluppo delle nostre esportazioni (esempio: India, Cina e Messico, ma anche Corea e Giappone), la delegazione dell’AREFLH ha constatato con sorpresa che il Comitato delle misure sanitarie e fito-sanitarie che registra e tratta le differenze tra paesi, viene coinvolto raramente da Stati membri ed UE sui problemi relativi all’ortofrutta.
Quindi, mentre il mercato europeo, primo importatore mondiale di ortofrutta, vede le importazioni dei paesi terzi aumentare di anno in anno, manca reciprocità per il commercio con numerosi paesi.
Le questioni di cui sopra non sono parte integrante delle negoziazioni dell’OMC che vertono esclusivamente sui sostegni all’esportazione, le tariffe e i contingenti. Costituiscono tuttavia una distorsione di concorrenza ancor più grave.
In questa fase critica per il settore ortofrutticolo europeo, è indispensabile recuperare il tempo perso. A questo scopo gli Stati membri devono adottare una strategia comune, delegando alla UE la responsabilità delle negoziazioni dell’OMC in materia SPS. Solo a queste condizioni potremo avere il peso necessario per sollevare le barriere sanitarie e sviluppare le nostre esportazioni verso i paesi terzi.

“Con la visita alla OMC, afferma Valtiero Mazzotti direttore del CSO, abbiamo potuto constatare la mancanza di efficacia del sistema negoziale Europeo, autonomo nel concedere aperture alle importazioni nella UE, ma subordinato agli Stati membri per rimuovere le barriere non tariffarie. La delega all’Unione europea a farsi portavoce nelle trattative è il primo passo cui va affiancata a livello nazionale ed europeo una task force capace di supportare con la necessaria perizia tecnica i negoziati che si andranno ad intraprendere”.

Il comunicato, i dati e le immagini di questa
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citando la fonte: CSO - www.csoservizi.com


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