I rappresentanti dellAREFLH, guidati dal Presidente Luciano Trentini,
hanno incontrato i servizi dellOrganizzazione Mondiale del Commercio a
Ginevra il 9 maggio 2006.
Le negoziazioni agricole proseguono, senza che sia possibile, attualmente, conoscerne
le scadenze.
Le negoziazioni vertono su 3 ambiti prioritari:
- Le sovvenzioni alle esportazioni con lobiettivo
della loro scomparsa entro il 2010.
- Le sovvenzioni nazionali (sostegno interno) al
fine di sopprimere qualsiasi possibile distorsione del mercato.
- Laccesso al mercato (riduzione dei dazi
doganali e dei contingenti di volume).
I diritti di dogana saranno ridotti per livelli, le riduzioni più importanti
riguardano i livelli attualmente più elevati.
La questione delle eccezioni resta da regolare (lista dei prodotti sensibili
per lUE, prodotti speciali per i paesi in via di sviluppo).
Su questo punto lAREFLH riafferma la sua convinzione del mantenimento
di un preferenza comunitaria efficace e operativa.
A proposito delle barriere sanitarie e fito-sanitarie (SPS) che ci vengono contrapposte
da numerosi paesi terzi e che ostacolano lo sviluppo delle nostre esportazioni
(esempio: India, Cina e Messico, ma anche Corea e Giappone), la delegazione
dellAREFLH ha constatato con sorpresa che il Comitato delle misure sanitarie
e fito-sanitarie che registra e tratta le differenze tra paesi, viene coinvolto
raramente da Stati membri ed UE sui problemi relativi allortofrutta.
Quindi, mentre il mercato europeo, primo importatore mondiale di ortofrutta,
vede le importazioni dei paesi terzi aumentare di anno in anno, manca reciprocità
per il commercio con numerosi paesi.
Le questioni di cui sopra non sono parte integrante delle negoziazioni dellOMC
che vertono esclusivamente sui sostegni allesportazione, le tariffe e
i contingenti. Costituiscono tuttavia una distorsione di concorrenza ancor più
grave.
In questa fase critica per il settore ortofrutticolo europeo, è indispensabile
recuperare il tempo perso. A questo scopo gli Stati membri devono adottare una
strategia comune, delegando alla UE la responsabilità delle negoziazioni
dellOMC in materia SPS. Solo a queste condizioni potremo avere il peso
necessario per sollevare le barriere sanitarie e sviluppare le nostre esportazioni
verso i paesi terzi.
Con la visita alla OMC, afferma Valtiero Mazzotti direttore del CSO, abbiamo
potuto constatare la mancanza di efficacia del sistema negoziale Europeo, autonomo
nel concedere aperture alle importazioni nella UE, ma subordinato agli Stati
membri per rimuovere le barriere non tariffarie. La delega allUnione europea
a farsi portavoce nelle trattative è il primo passo cui va affiancata
a livello nazionale ed europeo una task force capace di supportare con la necessaria
perizia tecnica i negoziati che si andranno ad intraprendere.
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