(Bologna,
19 Gennaio 2006). Dopo un lungo programma di selezione naturale, condotto
da ricercatori cinesi, e la fruttuosa sperimentazione dell'Università
di Udine, arriva sul mercato nazionale ed internazionale un nuovo ed originale
frutto. Stiamo parlando del kiwi a polpa gialla, che grazie all'elevato grado
zuccherino (variabile da 15 a 17 gradi Brix), allo straordinario contenuto in
vitamina C (da 140 a 200 milligrammi per 100 grammi di prodotto), all'ottima
fragranza e alla buona conservabilità (fino a sei mesi in frigorifero)
ha tutte le carte in regola per conquistare le preferenze dei consumatori.
"Decisamente incoraggianti, in questo senso, - dichiara Patrizio Neri,
presidente del Consorzio Kiwigold di Cesena, che si è aggiudicato l'esclusiva
mondiale fino al 2028 per la moltiplicazione, coltivazione e commercializzazione
del kiwi giallo - gli eccellenti risultati ottenuti dai primi quantitativi collocati
in Italia, Germania, Inghilterra e Paesi scandinavi".
"La nostra offerta complessiva di questo frutto, coltivato in diverse zone
d'Italia ed in altri paesi, come Cile ed Uruguay, - prosegue Neri - si attesta
attualmente sui 5.000 quintali, che, con la progressiva entrata in produzione
dei nuovi impianti, aumenteranno sensibilmente già dalla prossima campagna
(2006/07), quando sfioreranno i 30.000 quintali. Entro tre/quattro anni dovrebbero
poi essere disponibili circa 100.000 quintali, così da tagliare il traguardo
del 33% dell'intero 'Progetto Kiwigold' nazionale (1.000 ettari per 300.000
quintali)".
"Nettamente superiore al kiwi verde per livello zuccherino e contenuto
vitaminico - sottolinea Neri - il kiwi giallo può offrire notevoli prospettive
di reddito sia alla filiera produttiva che alla distribuzione commerciale".
"Esternamente simile al kiwi tradizionale, con forma cilindrica e buccia
color nocciola, - sottolinea Valter Fiumana, tecnico del Consorzio - il Kiwi
Gold possiede una polpa fragrante e consistente di colore giallo alla maturazione;
i frutti hanno un peso medio di 80/120 grammi e presentano un buon sapore anche
a maturazione avanzata".
"Oltre alle ottime caratteristiche organolettiche e gustative - prosegue
Fiumana - il kiwi giallo (varietà Jin Tao) offre anche interessanti vantaggi
per gli agricoltori, in quanto consente una raccolta anticipata di 20-25 giorni
rispetto alla varietà Hayward, garantisce una produzione più elevata
già dal secondo anno dall'impianto, presenta una vigoria inferiore del
20% rispetto ad Hayward e quindi una maggiore facilità di conduzione
degli impianti (la potatura è più semplice e richiede meno interventi).
Altri vantaggi sono la maggior tolleranza al vento rispetto alle altre varietà
a polpa gialla, la minor sensibilità alle brinate primaverili, l'elevata
fertilità, un germogliamento simile ad Hayward, il basso fabbisogno in
freddo (300/400 ore), la maggiore facilità di impollinazione e, soprattutto,
una resa produttiva maggiore di almeno il 10% rispetto al kiwi verde".
La coltivazione e commercializzazione del kiwi a polpa gialla, come già
ricordato, è affidata al Consorzio Kiwigold, che raggruppa tutti i diversi
protagonisti della filiera (vivaisti, produttori e distributori) sotto un'unica
"regia" in grado di governare l'aspetto produttivo e di sviluppare
efficaci politiche di promozione e vendita.
"Questo Consorzio - prosegue Neri - garantisce ai propri soci la tutela
della varietà e della marca (registrata a livello internazionale); il
coordinamento tra vivaisti, produttori ed operatori commerciali; la massima
valorizzazione del prodotto; una strategia commerciale e di marketing moderna
e unica per il prodotto dalle diverse origini; investimenti pubblicitari consistenti;
un rigoroso programma di controllo qualità".
"Il Consorzio - conclude Neri - sta portando avanti con successo un ambizioso
progetto di crescita produttiva e commerciale con l'obiettivo, da un lato, di
programmare gli impianti e, dall'altro, di sviluppare la distribuzione del prodotto".
Il "Progetto Kiwigold" si colloca in una prospettiva di ampliamento
complessivo dei consumi di kiwi in Italia, senza compromettere le quote di mercato
del kiwi tradizionale, e puntando ad offrire nuove ed interessanti prospettive
di reddito sia alla produzione che alla distribuzione.
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