La Cina e le Barriere fitosanitarie: Anche Freshfel è attiva su questo fronte
21-11-2005 - Prosegue l’azione con le autorità cinesi per trovare un accordo su condizioni fitosanitarie accettabili per esportare l’ortofrutta europea. (cat.News flash)

Già a marzo scorso, in occasione della missione in Cina promossa dalla Mediterranean Fruit Company, come CSO, avevamo posto l'attenzione sul fatto che non esistesse alcun protocollo che permettesse l'esportazione del kiwi italiano sul mercato cinese. Da quel momento, le nostre autorità hanno avviato l'iter per giungere ad un accordo bilaterale, ma, come è noto, i negoziati sono spesso lunghi.
E' quindi estremamente positivo che anche Freshfel, che rappresenta gli operatori europei, si sia impegnato a portare avanti un'azione a livello europeo.
Lo scorso 11 novembre, in occasione del "Entry and exit Inspection and Quarantine Forum", tenutosi a Shenzen (Cina), Ellen Pay (FRESHFEL) è intervenuta sollecitando le autorità cinesi a fissare condizioni sanitarie e fitosanitarie che realmente possano essere soddisfatte. Infatti, Freshfel ha ripetutamente denunciato che, negli ultimi periodi, si sta assistendo ad un aumento, in tutto il mondo, dell'uso delle barriere non tariffarie, sanitarie e fitosanitarie in particolare.
In effetti, a fronte di una consistente riduzione delle barriere tariffarie e doganali voluta dall'Uruguay Round, molti Paesi stanno disponendo misure sanitarie e fitosanitarie all'importazione, in modo da proteggere, indirettamente, i propri prodotti minacciati dalla concorrenza di altri.
Purtroppo anche la Cina fa parte di questa categoria e per gli operatori europei è estremamente difficile, se non impossibile, esportare ortofrutta sul mercato cinese: o per mancanza di un accordo bilaterale o per la fissazione di requisiti fitosanitari troppo rigidi e spesso non supportati da dati scientifici.
Il processo poi che porta alla conclusione dell'accordo e alla sua implementazione è spesso molto lento e costoso per gli esportatori. Infatti, come rileva la stessa Pay, l'unico accordo bilaterale attualmente in essere tra la Cina e gli Stati membri europei, è quello con la Francia per le mele. Tuttavia, le condizioni in esso previste sono così imponenti e costose che gli esportatori francesi hanno smesso di esportare le mele verso la Cina.
In conclusione, Ellen Pay ha esortato le autorità cinesi a continuare a collaborare con le autorità fitosanitarie europee e con gli esportatori per concordare e fissare, insieme, i requisiti fitosanitari per l'import per i prodotti europei.
Alla fine ha aggiunto che i consumatori cinesi devono avere l'opportunità di assaporare e gustare le ottime qualità di frutta e verdura europei, così come i consumatori europei stanno facendo con i prodotti cinesi esportati nei loro Paesi.

Il comunicato, i dati e le immagini di questa
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citando la fonte: CSO - www.csoservizi.com

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