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Kiwi: siglato l’accordo interprofessionale per la prossima campagna |
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20-09-2005 - Si fissano i parametri di qualità ed i controlli per evitare l’immissione sul mercato di prodotto immaturo.
Si prospettano richieste danni milionarie a carico dei trasgressori. (cat.News flash) |
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Con
una previsione di produzione commercializzabile di 397.511 tonnellate, il kiwi
italiano conferma il ruolo di primo piano nel panorama dell'offerta mondiale.
Le quantità prodotte, secondo i dati CSO, si discostano di poco dall'anno
scorso.
Una lieve flessione di produzione nel Lazio e nella provincia di Verona, in
leggero aumento in Piemonte ed Emilia-Romagna.
Su queste basi di produzione, l'Organismo interprofessionale ha approvato l'accordo
per il kiwi.
L'accordo avrà validità per tre campagne di commercializzazione
e regolamenta i parametri volti a uniformare la qualità dell'offerta
italiana evitando inoltre l'immissione di prodotto immaturo sul mercato.
Il grado brix minimo alla raccolta non dovrà essere inferiore a 6,2.
I frutti al consumo dovranno raggiungere gli 11° brix minimi.
Non potranno essere commercializzati frutti con calibro inferiore ai 65 gr.
Il kiwi non potrà essere raccolto prima del 10 ottobre e non potrà
essere commercializzato sulle destinazioni oltremare prima del 15 ottobre.
Per il mercato interno non potrà essere messo in vendita prima del 15
novembre.
Il Coordinatore del Tavolo Interprofessionale kiwi Renzo Piraccini dichiara:
"Il kiwi è uno dei pochi prodotti ortofrutticoli di quest'anno,
in cui se manteniamo un buon livello qualitativo esistono discrete prospettive
di mercato e l'accordo interprofessionale approvato vuole mantenere e migliorare
il livello di qualità.
Abbiamo notizia che alcuni operatori irresponsabili stanno immettendo sul mercato,
già da giorni, kiwi privi dei requisiti minimi qualitativi, provocando
in questo modo un danno gravissimo al settore.
Abbiamo già invitato il Ministero per le Politiche Agricole a predisporre
adeguati controlli , sia nei magazzini di lavorazione che nei punti vendita.
In presenza di accertate violazioni della normativa proporremo all'Organismo
Interprofessionale di adire a vie legali nei confronti dei trasgressori, richiedendo
danni milionari (in euro)".
L'esperienza del Commissario Parmalat Enrico Bondi evidentemente ha fatto scuola.
Il
comunicato, i dati e le immagini di questa
news, possono essere utilizzati e pubblicati
citando la fonte: CSO - www.csoservizi.com
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