Bruxelles,
3 agosto 2005
- Dopo l'incontro con il Ministro Alemanno del 26 luglio scorso, prosegue l'azione
del mondo agricolo regionale, a sostegno della grande crisi che sta colpendo
il settore ortofrutticolo ed in particolare il comparto pesche e nettarine.
Una delegazione ristretta capeggiata dal dott. Trentini della Regione Emilia-Romagna,
composta dai rappresentanti delle organizzazioni professionali, delle centrali
cooperative e delle organizzazioni dei produttori, (Battelli Nazario per CIA,
Troccoli Carmelo per Coldiretti, Girolami Mario e Bubani Giancarlo per Confagricoltura,
Padovani Rino per Copagri, Pieri Davide di Fedagri per la cooperazione e Mazzotti
Valtiero direttore del CSO) ha incontrato il dott. Raimondo Serra coordinatore
del settore ortofrutta della Direzione Generale VI - Agricoltura, al quale sono
state presentate sia la pesantissima situazione di mercato, che una serie di
richieste sulla semplificazione della Organizzazione Comune di Mercato, accompagnando
a questo livello l'azione tecnica del Ministero e surrogando l'assenza di una
coerente azione di lobby dei Parlamentari italiani.
Mentre da una parte si è registrata una coerente disponibilità
per la campagna 2006 a prendere in considerazione la nostra richiesta di misure
di flessibilità nei ritiri di mercato, (a questo proposito la richiesta
di compensazione dei ritiri fra pesche e nettarine dovrà essere ripresentata
in tempi brevi in quanto essendo normativa del Consiglio europeo necessita di
alcuni mesi per la sua approvazione), interessante è stato il confronto
sulla possibilità di aumento del contributo finanziario nei Programmi
Operativi a seguito di progetti di riconversione varietale e della pianificazione
di abbattimenti di razionalizzazione del settore, per uscire da quella che ormai
da tutti gli osservatori, è definita come una sovraproduzione strutturale
in ambito europeo.
Dal dott. Serra ci viene confermata l'agenda della UE sulla riforma dell'OCM,
che non verrà messa all'ordine del giorno prima di settembre 2006 e vanno
quindi fortemente stimolate le azioni politiche nazionali dei paesi produttori
di frutta e verdura verso quella parte continentale della Comunità che,
in qualità di acquirente e importatore, non ha nessun interesse ad una
riforma che intervenga positivamente sulle dinamiche organizzative e quindi
sul reddito dei produttori ortofrutticoli.
E' stato comunque molto utile registrare il punto di vista di un osservatore
molto qualificato come il dott. Serra che ha evidenziato come l'Italia nel suo
complesso, ma anche l'Emilia Romagna nonostante la virtuosa applicazione dell'OCM,
debba valorizzare molto di più lo strumento dell'Interprofessione come
vero momento di regolazione contrattata del rapporto domanda/offerta.
Vanno inoltre modernizzate, anche a detta del Funzionario UE, le norme di comportamento
commerciale, marcatamente per le recenti campagne di vendita sottocosto e per
una maggiore trasparenza del mercato.
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