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(Bologna,
1 Luglio 2005).
Anticipare la riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) dell'ortofrutta
prevedendo un automatismo normativo per la definizione delle crisi di mercato,
adottare una maggiore flessibilità nella gestione dei ritiri di mercato
senza aumentare l'attuale media del 10% annuo, creare un fondo di resistenza
(cofinanziato dalla Ue, dallo Stato membro interessato alla crisi e dalla Organizzazione
di produttori) al quale attingere per integrare il prezzo del prodotto, aumentare
i contributi finanziari indirizzati dalla Ue alle Op dal 4,1% al 6%, istituire
un catasto ortofrutticolo di tutta la superficie frutticola dei Paesi Ue (anche
quella non organizzata) da utilizzare per elaborare previsioni di produzione
attendibili.
"Sono queste - ha dichiarato il presidente Paolo Bruni - le principali
richieste avanzate dal Tavolo Ortofrutticolo Consortile (che raggruppa alcune
delle più rappresentative Organizzazioni di produttori), dalle Organizzazioni
professionali agricole Cia, Confagricoltura e Copagri e dalle Organizzazioni
sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di fronte alla preoccupante situazione
che sta attraversando l'ortofrutta, ed in particolare la peschicoltura, in questa
prima fase della campagna 2005, in cui la distribuzione paga ai frutticoltori
prezzi nettamente inferiori ai costi di produzione. Una situazione che si sta
purtroppo ripetendo già da alcuni anni e che pertanto obbliga tutti gli
attori del mondo agroalimentare ad impegnarsi attivamente per individuare ed
adottare politiche e iniziative unitarie e sinergiche al fine di tutelare un
settore economico e produttivo strategico per l'Emilia Romagna quale è
la peschicoltura".
Sono inoltre a rischio migliaia di posti di lavoro che vanno invece valorizzati
nelle decisioni di politica economica, comprese quelle agroalimentari, in quanto
decisivi con l'alta professionalità per garantire e aumentare la qualità
delle produzioni dell'Emilia Romagna.
A tale proposito, il Tavolo Ortofrutticolo Consortile e le Organizzazioni
agricole e sindacali invitano i rappresentanti dell'agricoltura e della filiera
ortofrutticola regionale, gli imprenditori, i lavoratori, i rappresentanti del
commercio e della trasformazione a partecipare alla manifestazione che
si terrà lunedì 4 luglio 2005 alle ore 18.00 a Faenza in Piazza
del Popolo.
"Con questa manifestazione - hanno sottolineato i presidenti delle organizzazioni
professionali Cia, Confagricoltura e Copagri, Battelli, Girolami e Minelli -,
le organizzazioni promotrici intendono innanzitutto richiamare l'attenzione
del Governo sul profondo stato di crisi del settore, fino ad ora sopportato
con grande dignità dagli agricoltori, ma oggi non più sostenibile,
e invitare la Regione Emilia Romagna a continuare a sostenere il comparto anche
attraverso un intervento deciso nella conferenza Stato-Regioni. Inoltre, si
desidera sottolineare il dovere dei parlamentari regionali a sostenere nelle
sedi istituzionali la difesa dei nostri produttori e delle nostre produzioni
e l'esigenza di una effettiva sensibilità della distribuzione commerciale
(grande e piccola) a difendere e valorizzare la produzione ortofrutticola italiana.
Infine, i promotori della manifestazione intendono richiamare l'interesse dei
consumatori nei confronti di prodotti ortofrutticoli di qualità garantita,
tracciata e di origine definita esitati a prezzi privi di speculazione".
Di fronte a queste esigenze, l'iniziativa del mondo ortofrutticolo si propone
di difendere il reddito agendo sul mercato con azioni che evitino il ripetersi
della crisi registrata nel 2004. Per raggiungere questo obiettivo, si chiede
in particolare il ritiro dal mercato dell'Unione europea del 10% della produzione
(organizzata e non) in tutte le aree produttive della Comunità e l'aumento
dell'indennità di ritiro in favore dei produttori a fronte delle crisi
di mercato. Inoltre, si propone di prevedere un sistema che consenta alle Op
di ritirare oltre il 10% della produzione complessiva organizzata attraverso
meccanismi di recupero di eventuali quote di prodotto non ritirate da altre
Op, mantenendo stabile la quota complessiva all'interno del paese. Occorre poi
stimolare il sistema distributivo affinché destini ampi spazi espositivi
alle pesche e nettarine e promuova adeguatamente il prodotto e contenga i ricarichi
dei prezzi del prodotto al dettaglio per favorirne l'acquisto da parte dei consumatori. |