Convenienza
per il consumatore, prezzo "accettabile" per il produttore, promozione dei prodotti
stagionali, valorizzazione della produzione italiana: questi gli elementi cardine
dell'operazione Ortofrutta Trasparente, promossa da Apofruit Italia con
il supporto di Anca Legacoop e AGCI. Il tutto rendendo chiaro il processo di
formazione del prezzo e la struttura dei costi all'interno della filiera.
"Questo progetto non vuole essere un tentativo di stravolgere la distribuzione
-ha sostenuto Renzo Piraccini, Direttore Generale di Apofruit Italia, presentando
a Bologna l'iniziativa- quanto piuttosto una proposta alla GDO e una risposta
concreta alle esigenze del consumatore di poter acquistare frutta e verdura
di stagione a prezzi convenienti e, contemporaneamente, una garanzia di reddito
al produttore, riconoscendo che ogni fase della filiera deve avere la giusta
remunerazione". "Vogliamo portare avanti iniziative concrete per sostenere i
nostri agricoltori - gli ha fatto eco Enzo Treossi, Presidente di Apofruit Italia-
e rilanciare il ruolo del produttore, che rappresenta il vero anello debole
della filiera ortofrutticola. I nostri soci si aspettano da noi delle proposte
per superare la difficile situazione che sta vivendo l'ortofrutticoltura italiana".
Da un paio di anni si è aperta una polemica sui prezzi dei prodotti agricoli
che ha assunto toni difficilmente tollerabili in quanto si è colpevolizzata
soprattutto l'ortofrutta. Con un solo effetto certo: il consumatore è disorientato
e diminuisce i consumi (le famiglie italiane dal 2001 al 2004 hanno acquistato
oltre un milione di tonnellate di ortofrutta in meno: da 9,3 a 8,2 milioni di
tons, -11,2%). Gli stessi produttori, tirando le somme di un'annata difficile
come il 2004 (prezzi pagati alla produzione molto al di sotto dei costi) notano
con frustrazione il divario fra quanto ricevono e quanto (in più) paga il consumatore.
L'ortofrutta richiede servizi
La distribuzione dell'ortofrutta al dettaglio è costosa, a causa dell'alta deperibilità
e dei costi connessi al servizio. Per arrivare al consumatore un chilogrammo
di mele deve essere raccolto, trasportato, conservato in frigorifero, calibrato,
confezionato in unità consumatore, essere messo in un sovraimballo, trasportato
al centro di distribuzione, disposto nei banchi del supermercato. Ognuna di
queste operazioni ha dei costi anche se il prodotto non si modifica e "apparentemente"
rimane uguale.
Nell'attuale situazione di recessione economica, la sensibilità al prezzo è
fortemente aumentata. "E c'è chi punta sul prezzo - ha sottolineato Guido Tampieri,
Assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna intervenendo alla presentazione
del Progetto di Apofruit- mentre altri si pongono l'obiettivo di elevare la
qualità. Sono due strade. Dobbiamo fare in modo che il consumatore possa scegliere
in tutta libertà. E questa di Apofruit diventerà una pietra miliare, perché
tutti possono vedere prezzi e costi evidenziando le giuste aggiunte di valore
in ogni fase e consentendo di evidenziare anche chi non aggiunge niente".
Il progetto "Ortofrutta Trasparente"
Il progetto "Ortofrutta Trasparente" si propone di rendere trasparente la filiera
di alcuni importanti prodotti ortofrutticoli; mettere a disposizione dei consumatori,
in maniera continuativa, un prodotto a prezzi contenuti; valorizzare la produzione
italiana; recuperare il concetto di stagionalità in ortofrutta e proporre alla
distribuzione una partnership effettiva. Il progetto viene proposto, in una
prima fase in Emilia Romagna, a tutta la distribuzione, principalmente alla
GDO, ma interesserà anche la distribuzione tradizionale. Se l'iniziativa avrà
successo verrà allargata a livello nazionale e ad altre cooperative di produzione.
Una ipotesi su cui ha concordato favorevolmente Sergio Nasi di Anca Legacoop.
Verranno usati i principali e meno deperibili prodotti di stagione (mele, pere,
arance uva, pesche, susine kiwi, patate), tutti di origine italiana, provenienti
dalle aree più vocate in cui il Gruppo Apofruit ha propri stabilimenti, saranno
in confezioni da 3-7 kg, a peso garantito, con l'obiettivo di fornire al minor
costo possibile una buona qualità. La prima offerta riguarda kiwi, arance tarocco
e patate Bologna. Il kiwi in cassettina da 3 kg costerà al consumatore 1,00
Euro al kg. Tale prezzo è stato formato da 0,30 Euro pagati al produttore, 0,24
imballo e lavorazione, 0,24 trasporto, 0,08 Euro al cento distribuzione/grossista,
alla gestione della vendita vanno 0,20, IVA al 4% 0,04 e costi generali 0,10
Euro. Le arance in cassette da 7 kg costano 1,00 Euro/kg al consumatore, un
prezzo che è determinato da 0,30 Euro per il produttore, IVA 0,04 Euro, gestione
della vendita 0,20, centro distribuzione/grossista 0,08, trasporto 0,10, imballo
e lavorazione 0,20 e costi generali 0,08 Euro. Per la patata Bologna il consumatore
pagherà 0,70 Euro al chilo e sarà commercializzata in sacchi da 5 kg (0,25 Euro
al produttore, 0,03 per Iva ll 4%, 0,14 Euro gestione vendita, 0,06 centro distribuzione/grossista,
0,04 trasporto, 0,11 imballo e lavorazione, 0,07 Euro costi generali).
In ogni confezione ci sarà la "carta d'identità del produttore", con le caratteristiche
di quel prodotto, i metodi di coltivazione e la foto e l'indirizzo del produttore.
Apofruit garantirà uno standard qualitativo adeguato, oltre ad assemblare, controllare
e trasportare il prodotto al punto vendita o al centro di distribuzione. Le
offerte avranno una durata quindicinale. Il sito internet (www.ortofruttatrasparente.it)
e il numero verde (800-625121) serviranno a far conoscere i prodotti offerti,
il prezzo al consumo, la struttura dei costi fino al produttore e i punti vendita.
Il progetto prevede un "Comitato di garanti", presieduto da Domenico Regazzi
Preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna) e allargato alle
Organizzazioni Professionali Agricole e dei Consumatori.
Apofruit Italia significa: 4.500 produttori associati, 8 stabilimenti di produzione
(4 in Romagna, 3 in Emilia, 1 nel Lazio); 4 centri di ritiro e stoccaggio; una
struttura industriale per la surgelazione di patate prefritte e cotte a vapore;
220.000 tonnellate di prodotto conferito (a livello di Gruppo); un volume d'affari
di 172 milioni di Euro (a livello di Gruppo); 125 dipendenti fissi; 2.000 dipendenti
stagionali. L'impegno di Apofruit Italia è significativo anche nel settore delle
produzioni tipiche con la Pera dell'Emilia Romagna IGP, la Pesca e Nettarina
di Romagna IGP, l'Asparago verde di Altedo IGP e la Patata tipica di Bologna.
Apofruit Italia è leader di mercato nelle Produzione Biologiche con il marchio
Almaverde Bio.
In allegato i dati presentati durante la conferenza stampa.
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citando la fonte: CSO - www.csoservizi.com
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