Ortomac, l’orticoltura guarda al futuro
25-01-2005 - Importanti risultati alla quarta edizione della rassegna specializzata - Occorre ridurre le varietà di fragole immesse sul mercato – Macchine per il vapore sostituiscono il bromuro di metile con minor impatto ambientale (cat.News flash)


Modifica della legge, riduzione delle troppe varietà di fragole commercializzate, macchine specializzate per abbattere l’impatto ambientale, nuovi ortaggi. Sono alcuni degli importanti risultati emersi alla quarta edizione di Ortomac, Salone specializzato di orticoltura, sementi, fragola, tecniche e mezzi, che si è tenuto Cesena, nei padiglioni espositivi di Pievesestina di Cesena da giovedì 20 a sabato 22 gennaio. La rassegna, dedicata al mondo dell’orticoltura, è organizzata da Agri Cesena, la spa partecipata da Comune di Cesena e Camera di Commercio ed ancora una volta si è dimostrata in grado di fornire un quadro completo relativamente a temi specifici per il settore orticolo (la cui “filiera” comprende, tanto per citare, sementi e macchinari, ricerca genetica e uso del freddo, impiantistica e confezionamento, analisi e misura).
“E’ stata un’edizione congrua –commenta Domenico Scarpellini, Presidente di Agri Cesena- che non poteva prescindere dalla situazione in cui versa l’orticoltura, che vede ridursi sempre più il reddito dei produttori. E per ovviare a tale inconveniente abbiamo organizzato una serie di convegni e di incontri che offrissero reali indicazioni per un adeguamento al mercato e per superare difficoltà e problemi che assillano le aziende agricole”.
Non a caso Ortomac 2005 si è aperto con il 55° Convegno Nazionale Sementiero, dove vivaisti e sementieri hanno chiesto a gran voce una nuova Legge sulle sementi, indicando nell’allineamento con la legislazione vivaistica il principale punto. Ma è stato anche chiesto che in questo periodo di crisi si cerchi di evitare che i gruppi sementieri trascurino la ricerca e l’innovazione varietale.
A proposito di ricerca, nella Mostra Pomologia curata dal CRPV, sono apparse alcune nuove varietà che puntano a soddisfare il gusto del consumatore, ma anche a procurare reddito all’agricoltore. Come il pomodoro arancione (più resistente al trasporto) o il peperone siciliano. Oppure prodotti di nicchia come il carciofo-cardo (tagliato il carciofo verrà venduto come cardo) o la rapa più gradevole.
L’orticoltura italiana nel 2004 ha incrementato di circa il +10% il volume delle produzioni (dai 15,5 milioni di tonnellate del 2003 a 15,7), ma i prezzi pagati ai produttori sono calati del –13% rispetto al 2003. Cala anche la spesa. Secondo i dati diffusi ad Ortomac dall’Osservatorio dei consumi ortofrutticoli delle famiglie italiane, preparato da IHA Italia per Agri Cesena, nel 2004 si sono acquistati 3,7 milioni di tonnellate di ortaggi (-5,16% sul 2003 e –8,96% sul 2002). In totale le famiglie italiane nel 2004 hanno speso per gli ortaggi 5,3 miliardi di Euro, ovvero –5,93% sul 2003 (338 milioni di Euro in meno).
Nella parte espositiva di Ortomac si è visto come l’informatica stia diventando sempre più presente nel settore. Basti citare Sieco (Cesena) che ha presentato Check Sistem Fert, che misura salinità mediante sensori e consente di irrigare con sali acidi deboli (es acido citrico) dosandoli elettronicamente, oppure il CRPV (sempre di Cesena) che con “Rintraccio” e “Manager” mette in campo due software per aiutare le imprese nella gestione della rintracciabilità.
Interessanti anche le indicazioni tecniche emerse o illustrate nel corso dei convegni da esperti, ricercatori, docenti universitari. Come l’utilizzo combinato di compost e fertirrigazione, che porta ad aumenti di produzione e, quindi, di reddito.
A Ortomac si è parlato anche di prospettive commerciali della fragola. La fragolicoltura cesenate, e più in generale quella italiana, per stare sul mercato deve prendere esempio dalla Spagna e puntare su poche varietà. A questo proposito le principali cooperative ortofrutticole stanno portando avanti un progetto per valorizzare le varietà più promettenti: Queen Elisa, Clery e la selezione 58.2. Ecco quanto emerso a margine di un convegno di Ortomac, con grande soddisfazione di Domenico Scarpellini, presidente di Agri Cesena, che di recente aveva auspicato una riduzione del numero delle varietà per puntare su quelle richieste dai consumatori. Il 2004 è stato un anno dalle buone remunerazioni per i produttori di fragola. Gli ettari investiti sono stati quasi 3.000, di cui 740 in Emilia Romagna. Di questi, meno di 500 sono nel cesenate. E con l’abolizione dell’uso del bromuro di metile, pur con qualche deroga, si stanno facendo avanti, con discreto successo, i metodi alternativi di sterilizzazione del terreno. Il Consorzio Agrario di Forlì-Cesena e Rimini ha proposto in fiera Geovapor, macchina prodotta in diversi modelli in grado di produrre da 100 a 2000 chilogrammi di vapore all’ora. Grazie a temperature che non superano i 100 gradi il Geovapor elimina la quasi totalità dei nematodi salvaguardando la microflora utile del terreno. Sono stati presentati anche i risultati della macchina cingolata Ecostar Sc 600 che, attrezzata adeguatamente, permette anche di stendere il telo per la pacciamatura. Fra le sostanza chimiche utilizzate per la sterilizzazione del terreno, sta ritornando in uso la cloropicrina.


Per maggiori info visitate il sito di Ortomac.

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